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Giornata Mondiale del Gioco

Oggi è la festa dei bambini che vedono riconosciuto il loro diritto al gioco … ma soprattutto è la festa che ci obbliga in quanto adulti a far esercitare questo diritto.

Il gioco è importante … grazie al gioco i bambini imparano l’arte dell’empatia, la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di provare le sue emozioni, di condividerne gioie e dolori.

Solo diventando un re e una regina, possiamo garantirci la possibilità di un futuro che sappia continuare a generare esseri umani capaci di apertura e di relazione con l’altro, vicino e lontano.

In questo giorno non si può non regalare una poesia di Rodari …

Armi dell’allegria

Eccole qua

le armi che piacciono a me:

la pistola che fa solo “pum”(o “bang”, se ha letto qualche fumetto) ma buchi non ne fa…

Il cannoncino che spara

senza fare tremare

nemmeno il tavolino…

il fuciletto ad aria

che talvolta per sbaglio

colpisce il bersaglio

ma non farebbe male

nè a una mosca nè a un caporale…

Armi dell’allegria!

Le altre, per piacere,

ma buttatele tutte via!

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L’educazione non ha paura

L’educazione è per coraggiosi.

Chi ha paura non può o non riesce ad educare.

Troppi sono i limiti e i vincoli nell’agire e nel parlare. L’educazione, invece, agisce e non reagisce, parla e non rimane in silenzio.

L’educazione non ambisce alla perfezione ma lavora sulle possibilità (non sulle probabilità) di sviluppo e di crescita.

L’educazione non traccia sentieri ma ipotizza percorsi.

L’educazione accompagna e non dirige.

L’educazione vive di libertà e nella libertà e non riesce ad esprimersi nella costrizione e nella direttività.

L’educazione spera nel futuro, non lo teme. Lavora per il futuro e in vista di un domani. È paziente, non vuole il tutto e subito ma comprende la necessità del tempo.

Tutte cose che la paura teme.

Coraggio, è tempo di educazione!

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Al fuoco, al fuoco la memoria

Notre Dame sta bruciando. È difficile staccare gli occhi dalle immagini che passano le televisioni.

Una torcia nel cuore di Parigi cattura l’attenzione del mondo. Ma che cosa sta bruciando? Che cosa ha preso fuoco?

Un simbolo cristiano? Un simbolo di una cultura secolare? Un bene artistico? Un testimone immobile dello scorrere del tempo?

Notre Dame sta bruciando dopo aver visto secoli di uomini e donne che l’hanno costruita e rammendata, osservata e visitata, ammirata e attraversata.

Notre Dame brucia e con lei brucia anche qualcosa di noi … non bisogna essere francesi per sentirlo. Quelle fiamme le percepiamo fin qui … potenza della televisione, potenza della storia.

Verrà ricostruita, non ci sono dubbi.

Intanto brucia … è bruciata.

Basta così poco per mandare in fiamme secoli di storia. E quelle fiamme mi ricordano, una volta ancora, l’importanza della memoria, l’assoluta centralità della storia e del passato nel mio essere oggi, l’importanza e la necessità del passato che dà valore e significato al presente e ci permette di sognare il futuro.

Notre Dame è bruciata … ma non è caduta!

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Questioni di basket

La pallacanestro è come la vita.
Ci fa gioire e rende tristi.
Ci fa sorridere e ci fa incazzare.
Ci fa piangere di gioia e di felicità.
Ci fa vincere o perdere.
Non ci sono mezze misure.

Il basket, come la vita, ti restituisce quello che tu gli hai dato.
Rispetto se lo hai rispettato.
Onore se lo hai onorato.
Gioia piena se ti sei sacrificato.
Soddisfazione se ti sei speso fino all’ultimo respiro.

Al basket, come per la vita, non devi dare il massimo, devi dare il meglio .. senza tirarti indietro.
In questo non ci sono differenze di età e di categorie.

Ci sei tu e la tua volontà.

Il tuo impegno.

Il tuo sacrificio.
Ci sei tu e la tua squadra.
Che è come te.
Che è per te come tu sei per loro.

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Apprendimento

È sempre sorprendente osservare il cambiamento del volto di un bambino che sperimenta l’esperienza del successo, del capire, dell’imparare, del riuscire da solo.

“Io sono capace!” …

“Ce l’ho fatta!” …

L’apprendimento è possibile, sempre.

Bisogna trovare e lasciare il giusto tempo per far sì che gli aspetti cognitivi e gli aspetti emotivi trovino le giuste combinazioni. Diceva Feuerstein che cognitivo ed emotivo sono le due facce di una medaglia assolutamente trasparente.

Sono due forze che si influenzano o si disturbano a vicenda. Ci sono bambini che hanno una forza cognitiva potenzialmente enorme ma una emotività che la limita e, viceversa, bambini con una forza emotiva potente che riesce a contrastare le difficoltà cognitive … e c’è chi ha fatiche in entrambe. E sono le situazioni più complesse.

Noi adulti, insegnanti o genitori o pedagogisti o aiuto compiti, non possiamo non tenere presenti questi due aspetti.

È compito nostro accompagnare i bambini e i ragazzi a scoprire la bellezza dell’imparare … ma forse, a volte, ce ne dimentichiamo anche noi!

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Questioni di paternità

Che cos’è un padre?

Che cos’è al giorno d’oggi?

Stiamo costruendo una nuova identità di padre rispetto a modelli vecchi che oggi non rispondono più ai cambiamenti e alle necessità attuali.

Chi è il nuovo padre?

Un uomo che sceglie di essere fin da subito più presente nella storia del proprio figlio.

Un uomo che vuole essere coinvolto nelle questioni che fino a ieri erano considerate “da donna”.

Un uomo che inizia a fare i conti con la propria storia di figlio e di padre, che si mette in discussione sulle questioni educative e di cura.

Un uomo che prova a prendere e a difendere i propri spazi paterni a fianco e in continuità con gli spazi materni.

Oggi il padre vuole prendersi il carico della propria paternità consapevole che anche a lui spetta necessariamente creare un aggancio con il passato per generare il futuro. Il padre (e la madre) diventa il punto di contatto che alimenta la speranza nel futuro.

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La storia siamo noi

L’uomo è il concentrato della storia. Ogni uomo è sintesi di tutta la storia.

Gli eventi storici, la cultura, le tradizioni, le speranze, le paure e le vicende del passato sono tutte racchiuse nel presente e l’uomo di oggi ha la responsabilità di proseguire nella costruzione della storia.

La storia, infatti, non la fanno i potenti e i governanti … “la storia siamo noi, nessuno si senta escluso”